Madonna on the cover of ''Rolling Stone'' Italy, February 2010

Publié le par madonnafansworld

Madonna en couverture de "Rolling Stone" Italie, février 2010.


There are two covers for the February 2010 issue of "Rolling Stone" Italy: Madonna and Mick Jagger from 'The Rolling Stones'.

Il y a deux couvertures pour le numéro de février 2010 du "Rolling Stone" d'Italie: Madonna et Mick Jagger de 'The Rolling Stones'.


Madonna: Eterna vergine
29 Gennaio | Rolling Stone

Nessuno è come lei, dicono Dolce e Gabbana. E "lei", ovviamente, è sempre (e ancora) Madonna. Per la loro nuova campagna i due stilisti l'hanno rivestita da casalinga italiana rétro ("diva domestica" è la definizione esatta), un po' Loren e un po' Monica Vitti. E con l'occasione rievocano insieme a "RS" un'amicizia che dura ormai da 20 anni
Testo Antonelli & Capacchione

Sarà l'aria dei tempi. Saranno purissime coincidenze, però rialza la testa un'identità territoriale ben definita. Succede alla Scala: inaugura la stagione operistica una Carmen con regia teatrale di una vera outsider dell'ambiente, Emma Dante, che trasferisce l'opera di Bizet in un Sud sicilianissimo, carnale e violento, solo spruzzato d'Iberia. Succede in letteratura dove i romanzi migliori dei nuovi narratori nostrani hanno ambientazioni provinciali (nel senso migliore del termine): dalla Puglia (Nicola Lagioia) ancora alla Sicilia (Giorgio Vasta). E succede pure nella moda, con una fighissima nuova campagna di Dolce e Gabbana che si riprendono la loro icona Madonna e la buttano dentro una dimensione domestica, a mangiare spaghetti, a lavare piatti, a sgusciare uova in mezzo a tovaglie di pizzo, pomodori, bottiglie di latte, pane, bicchieri di vino rosso. E ti immagini una di quelle belle cucine di un tempo, che erano il vero cuore della casa, lo snodo centrale per incroci d'affetti (e anche odi) familiari. Una casa del Sud Italia, in definitiva.
Scatti di qualità antica realizzati da Steven Klein. E siccome siamo qui per parlare dell'eterna vergine dei nostri tempi, la prima domanda è d'obbligo: come siete venuti in contatto con la massima stella? Stefano e Domenico si prestano a riraccontare una cosa che avranno detto già mille volte, con quell'entusiasmo che hai quando parli per la millesima volta del tuo film preferito: "Noi siamo sempre stati suoi fan, abbiamo visto molti suoi concerti. A Torino, intorno al '90, eravamo al Blond Ambition Tour e ci chiedevamo: chissà se metterà mai un vestito nostro. Proprio durante quel tour, hanno organizzato una festa in suo onore a Parigi. E lei è arrivata con un vestito Dolce & Gabbana. Una foto di quella sera è stata pubblicata sull'Herald Tribune. E noi: Si è messa una roba nostra… Eravamo felicissimi. Poi era in uscita A letto con Madonna e un amico ci telefonò da New York dicendoci che nel trailer c'era lei che apriva una scatola e dentro si vedeva una camicia di chiffon Dolce & Gabbana. Quasi non ci credevamo. E siamo stati tra gli ultimi ad andare a vedere il film… Forse per una specie di scaramanzia… Tutti continuavano a raccontarci di quella scena. Comunque, quando ci fu il lancio del film, lei ci chiese un body ricamato e una giacca per la prima. La foto fece il giro del mondo. A quel punto abbiamo chiamato chiedendo se potevamo conoscerla". E com'è andata? "Ci ha dato appuntamento in un ristorante italiano a New York. Sulla 17esima… Tra la settima e l'ottava, direi… Sì. Lei stava girando Dick Tracy e arrivò vestita da uomo. Noi, ovviamente, eravamo agitatissimi: stavamo per conoscere il nostro idolo assoluto". E…? "E abbiamo detto: Madooooonna… In tutti i sensi. Lei con noi fu molto carina, ci mise subito a nostro agio. Parlammo di tutto, di musica, di moda, di cinema…". Ma perché era il vostro mito? "Lo è ancora. È una delle poche persone… Non donna: persona, che quando incontriamo… Non è che ci metta proprio soggezione… Però ne subiamo fortemente il fascino". Siete legati all'immagine "like a virgin"? "Ma no, non riusciamo a riassumerla in un solo momento".
Infatti. Anche perché, adesso che Michael Jackson è passato di là, resta soltanto lei a rappresentare la superstar davvero planetaria, nata oltretutto prima della Rete. "Sono emersi molti personaggi nel frattempo, questo è certo, ma nessuno è come lei. E nonostante, nel tempo, si sia sempre trasformata, continua a conservare una identità precisa. E ci piace molto questo suo tenersi in forma, questa sua costanza che dovrebbe essere di esempio un po' per tutti. Uomo o donna: non importa l'età, quel che conta è l'amor proprio". Dunque, una evoluzione di carriera basata sul continuo cambiamento sembrerebbe una garanzia. "La cosa bella, quella più difficile in realtà, è cambiare rimanendo se stessi. Vale in ogni ambito lavorativo, anche nel nostro".
E allora torniamo a bomba, a questa nuova campagna promozionale che appare come una perfetta evoluzione di un processo creativo ben consapevole delle proprie origini. " In effetti è una sorta di ritorno alle nostre origini, alle prime campagne pubblicitarie con Ferdinando Scianna e Marpessa. Ed era un esperimento, visto che Madonna e Steven Klein non avevano mai lavorato insieme". Che suggestioni le avete dato per entrare nella parte? "Lei conosce benissimo il neorealismo. È una grande estimatrice del cinema italiano d'autore: Antonioni, Fellini, Rossellini, Visconti. Ha rivisto Bellissima e con lei abbiamo pensato a un personaggio che creasse un mix formidabile di Anna Magnani, Sofia Loren e Monica Vitti per la quale ha una venerazione".
Gli scatti sembrano momenti di una storia, frame di un film… "L'idea era di ridare un'immagine domestica della diva". La cosa che lega una superstar come Madonna e voi può essere, ad esempio, lo stupore di aver visto diventare così incredibilmente popolari le cose che si fanno? "Il successo è come una combinazione di cassaforte: devi azzeccare tutti e cinque i numeri. Ci vuole talento e anche fortuna. Guarda che tutti quanti quelli che ce l'hanno fatta hanno avuto il loro momento di fortuna, hanno fatto la cosa giusta al momento giusto, hanno incrociato la persona giusta. Ma poi sta solo a te restare per 25 anni sul mercato, sempre al numero uno, sempre con il tuo stile". E con una capacità imprenditoriale unica… "Lei ha un atteggiamento quasi militare. È esigentissima con se stessa e quindi con gli altri. Anche in questo siamo simili. Lavorare con lei è molto bello, impari ancora molte cose". Ancora? "Certo, ti pigli pure di quelle mazzate sui denti… Però… C'è un esempio che rende bene questa cosa: hai lavorato duro per una giornata, hai sudato, ti sei arrabbiato. Alla fine lei ti guarda e, sorridendo, ti dice: "Grazie". Già solo questo, che uno ti dica "grazie", è umanamente molto importante". E di questo bisogno di religiosità, del suo avvicinarsi alla Cabala, cosa ne pensate? "Tutti abbiamo bisogno di credere in qualcosa, indipendentemente da che cosa. L'importante è trovare un equilibrio, non importa come lo trovi". È interessante perché questo suo bisogno aggiunge a una struttura mentale, per così dire militare, un elemento irrazionale… "Ma vedi che alla fine non bisogna farsi troppe domande?!? Anche quando ci chiedono: "Perché avete fatto questo, perché quello?", la risposta è: boh! L'elemento irrazionale c'è sempre, in ogni cosa: non so dire perché mi è venuta un'idea per un vestito, mi è venuta e l'ho realizzata". Ma vi piace di più la Madonna pop o quella dance? "Dance, sicuramente. E, al di là del nostro gusto personale, quello che ci colpisce ogni volta è la sua capacità di dare al pubblico ciò che vuole in quel determinato momento. Non stiamo neanche a sindacare se sono cose sempre belle o se sono brutte. Perché, alla fine, lei ha sempre ragione".
Vi siete fatti un'idea delle relazioni di Madonna con gli uomini? La sua vita, le sue storie d'amore esprimono benissimo un cambiamento nel rapporto tra i sessi: dispone di un uomo e se ne libera quando non ne ha più voglia, o qualcosa di simile… "Se ci pensi, alla fine, l'attenzione è sempre concentrata su di lei. Gli uomini al suo fianco risultano sempre un po' più pallidi, con meno personalità. Pensa che in questo momento abbiamo un problema simile, ma con un uomo: non riusciamo a trovare una modella che stia al fianco di David Gandy, senza che lui rubi tutta la scena". Madonna ha portato un suo contributo alla vostra nuova campagna? "Ha scelto lei che cosa indossare, e come abbinare un capo a un altro. Ha un gusto molto sicuro, non si fa certo intimidire".
Con quella presenza, e sottolineando il suo lato mediterraneo, ha contribuito a creare un'immagine diciamo pure neorealista, che va a nozze con l'ultima collezione che avete presentato: proprio un ritorno alle origini della vostra ispirazione, elementi che forse avevate un po' abbandonato a favore di una ricerca orientata verso l'haute couture. Giusto? "Per noi è una sorta di… È come lavorare su un'eredità che vuoi lasciare. È bello… Non si può dire che rieditiamo cose già fatte… Perché non è così: in effetti abbiamo riproposto solo il body, che è comunque diverso da quello che abbiamo lanciato agli inizi. Ma comunque lo ricorda… Ci ha aiutati il mercato: tante donne, tante ragazze continuavano a chiederci: "Ma perché non fate più quelle cose?". E allora ci siamo detti: "Sai cosa c'è?! Siccome queste cose ci piacciono di nuovo, rifacciamole". E come va questo mercato? Segni di ripresa? "Siamo nei casini tanto quanto prima. Per un Paese che dà qualche segnale di ripresa, ce ne sono altri totalmente immobili". E, dunque, in questo contesto vacillante, c'era l'esigenza, per Dolce & Gabbana, di tornare a una riconoscibilità immediata? "Sono coincise un po' di cose, in effetti. La nostra necessità, come si è detto, di tornare a lavorare su uno stile che ci appartiene profondamente e, al tempo stesso, il fatto che in un momento di sbandamento nella società, come è quello che stiamo vivendo, la gente ha bisogno di riconoscere un marchio per quello che è".
Sbandamenti anche nazionali: Dubai è la città del futuro, il mercato aperto dove tutto è possibile e poi, di colpo, da quelle parti non circola più una lira; la Russia è il Paese del nuovi ricchi, ma basta che crolli il prezzo del petrolio perché i ricconi moscoviti scompaiano all'orizzonte. Un bel disastro, no? Dall'euforia alla riflessione, ed è un attimo arrivare alla depressione… "Non possiamo permettercelo. Facciamo un lavoro che ci è sempre piaciuto. Non lo abbiamo mai fatto per soldi. Andiamo a lavorare, ma non pensiamo mai che abbiamo 3800 dipendenti diretti, 15mila nell'indotto". E lavorando avete, ad esempio, cambiato completamente la costruzione del jeans intorno al corpo maschile. E parliamo proprio di come veste il culo maschile… "Guarda, la nostra più grande soddisfazione è andare in giro per il mondo e vedere uomini vestiti Dolce & Gabbana, senza che indossino neanche un capo firmato da noi. Il jeans, il blazer, una camicia… Quanti ne vedi in giro per le strade vestiti così? Si tratta di un cambiamento di costume e la moda serve anche, ma forse soprattutto, a provocare cambiamenti di costume, che poi si consolidano nel tempo".
Per chiudere, ancora Madonna: Umberto Veronesi dice che, grazie alla medicina genetica, un bambino che nasce oggi potrà vivere tranquillamente fino a 100 anni. Lei ha fatto di tutto, anche libri per bambini: che farà adesso? "Beh, chiedilo a Veronesi!".
Source: Rolling Stone Italy.


Madonna and Mick Jagger on the cover of ''Rolling Stone'' Italy, February 2010

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